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Settore Giovanile

Next Gen Femminile, alla scoperta della Libertas Moncalieri

15 Gennaio 2026

La Next Gen Under 19 Femminile è la manifestazione introdotta per la prima volta nella stagione 2025/2026 e organizzata in collaborazione da Federazione Italiana Pallacanestro e Lega Basket Femminile. La formula prevede la disputa di due tappe di qualificazione (la seconda si terrà dal 13 al 15 Marzo 2026) in cui le dodici partecipanti, divise in tre gironi da quattro squadre, disputeranno complessivamente sei partite, al termine delle quali le migliori otto si contenderanno la prima edizione nella Final Eight in programma dal 28 al 30 Maggio 2026. Alle undici squadre selezionate sulla base di un ranking che tiene conto di requisiti quali il campionato di appartenenza della prima squadra, il numero di Finali Nazionali disputate e di giocatrici convocate nelle Nazionali giovanili, è stata aggiunta la SSN Next Gen Team, un roster gestito dal Settore Squadre Nazionali e composto dalle atlete più interessanti selezionate dalle società al di fuori di quelle aventi diritto.

La prima tappa si è disputata a Chiusi e Chianciano e si è conclusa con la seguente classifica:
Girone Verde: Basket Costa 6 (3-0); SSN Next Gen Team 4 (2-1); Faenza Basket Project 2 (1-2); Polisportiva Battipagliese 0 (0-3)
Girone Bianco: Geas Basket Academy 6 (3-0); Futurosa Basket Trieste 4 (2-1); Magnolia Bk Campobasso 2 (1-2); Horus Padova 0 (0-3)
Girone Rosso: Reyer Venezia 4 (2-1); Libertas Moncalieri 4 (2-1); Basket Roma 2 (1-2); Firenze Basketball Academy 2 (1-2)

Tutte le stats della Next Gen U19 femminile sono free su FIP Stats.

Il viaggio alla scoperta delle partecipanti e in vista della seconda tappa di metà Marzo approda in prosegue in Piemonte per conoscere la Libertas Moncalieri. (Clicca sul nome delle squadre per leggere le storie pubblicate in precedenza).

LA STORIA – La posizione di partenza nel ranking nazionale – 19^ – inizialmente non ne avrebbe contemplato nemmeno la partecipazione alla Next Gen. Una volta materializzatasi l’opportunità, la Libertas Moncalieri ha però dimostrato di essere tutt’altro che la “Cenerentola” della competizione, non solo per le due vittorie in tre gare, ma anche per la capacità di alternare le sue protagoniste e mettere in mostra, più in generale, uno spirito di squadra tra i più coinvolgenti nella tre giorni toscana. Il cammino d’avvicinamento al weekend di Chiusi e Chianciano delle gialloblù è stato abbastanza simile a quello di altre storie già raccontate nelle precedenti settimane, ovvero pochi allenamenti nel fondere più annate a loro volta distribuite tra A2, B e Under 17, mettere a punto qualche meccanismo e poi tuffarsi nella nuova avventura. Ma dalle parti del PalaEinaudi da anni il focus è proiettato, prima che sui risultati, sulla costruzione di un prototipo di giocatrice comune a tutto il settore giovanile, ispirato a concetti semplici, ma che prediligano la crescita globale dell’atleta, rispetto alla corretta e più immediata esecuzione di uno “schema”. Un modus operandi tornato decisamente molto utile quando, a malincuore, nel 2023 la società piemontese ha rinunciato alla massima serie conquistata in maniera entusiasmante due anni prima e difesa altrettanto coraggiosamente nelle due stagioni di A1, ripartendo proprio dalle fondamenta che avevano propiziato l’ascesa in Serie A: un nucleo di atlete a “chilometro zero” e cresciute nel florido vivaio Libertas. “Dalle Under 13 alla prima squadra tutte le giocatrici sono legate da un filo conduttore che, conoscendo le basi del nostro sistema, ne rende molto più agevole lo sbocco in A2– esordisce Paolo Terzolo, che condusse in A1 da head coach la Libertas – qualunque sia la categoria, la nostra idea è sempre quella di affrontare il campionato in modo sostenibile, che per noi significa investire su ragazze che siano cresciute a Torino e nei dintorni o vi siano arrivate per ragioni di studio, come Grosso, Gesuele o Lo Re”.

Il 4° posto in A2 nell’annata 2018-19 con l’uscita in semifinale con Costa e la sconfitta in finale di Coppa Italia con Crema, il 1° nella stagione regolare successiva prima dell’interruzione causa Covid consolidato l’anno dopo – con sole quattro sconfitte – e concluso con la vittoria 2-0 in finale con Sanga testimoniano la gradualità di un progetto costruito su un solido nucleo di atlete locali (Cordola, Berrad, Domizi, gli inizi di Giacomelli, Salvini è tuttora nel roster) capace di confermarsi anche in A1, rafforzato dall’esperienza di Katshitshi, a Moncalieri per sei stagioni e ora a Trieste. Un’ossatura della quale, per i primi due anni, hanno fatto parte anche due autentiche attuali protagoniste del campionato di A1 come Anastasia Conte (550 punti nelle prime due stagioni di A2 in gialloblù tra i 18 e 20 anni) ora colonna di Derthona e Valeria Trucco, al Geas per la quinta stagione consecutiva. Il potenziale quintetto di ex Moncalieri attualmente militante nella massima serie potrebbe essere ulteriormente integrato da Marzia Tagliamento (14.8 di media nella stagione 2022/23) e chiuso dalla coppia Sara Toffolo (compagna di Conte in bianconero) e Ludovica Sammartino, volata verso Sassari dopo aver ormai completato il suo rodaggio in A2 a oltre 14 punti per gara nella scorsa stagione proprio con la Libertas.

La promozione in A1 dopo aver battuto Sanga Milano in gara 2 di finale

Il cambio di prospettiva societario non ha tuttavia comportato un ridimensionamento del progetto, che ha anzi visto un rafforzamento dello staff tecnico e medico sotto ogni aspetto: “Quattro allenatori si dedicano a tempo pieno al settore femminile, ci sono altre figure per le quali il basket è la parte più rilevante della propria vita e abbiamo destinato rilevanti risorse economiche alla parte sanitaria – riprende Terzolo – con un fisioterapista che lavora a tempo pieno sia con la prima squadra che le giovanili, in piena sintonia e condivisione con il preparatore fisico. Riteniamo essenziale il benessere fisico della persona e la prevenzione di infortuni soprattutto in una età anagrafica così delicata come quella del settore giovanile: ogni allenamento già dall’Under 15 è introdotto da un lavoro fisico, che sia di pesi o forza esplosiva”.

Il nuovo corso è come detto al terzo anno e ha visto un ulteriore consolidamento di una fitta e produttiva rete di legami estesa su tutto il territorio, utile a fronteggiare, soprattutto a livello giovanile, un movimento nel quale il numero di partite competitive stagionali resta abbastanza ridotto: ”In un contesto in cui ogni annata non vede più di 2/3 società in lotta per il titolo, la settimana di allenamenti diventa ancora più importante, avere delle compagne forti permette di confrontarti con uno standard elevato tutti i giorni e non solo nelle due partite stagionali contro Castelnuovo (Derthona), per questo già le nostre squadre Under 15 e Under 17 attingono dalle società del territorio cui siamo legati da rapporti di collaborazione per elevare la qualità quotidiana degli allenamenti”. Cosi, oltre al roster di A2 nel quale Divine Obaseki (26 minuti per gara) e Martina Corgnati (21) sono le giovani più utilizzate, ma ne fanno parte in piante stabile anche Ilaria Bifano e Alice Pieroni, il network della Libertas permette la partecipazione con ben due diverse compagini – le Under 19 per il secondo anno sono in forza alla Granda College Cuneo, mentre le 2009/10 giocano fuori classifica con le Kangaroos Moncalieri – al campionato regionale di Serie B.

Quando in estate ragioniamo su quale sia il percorso più adatto da proporre alle ragazze, vista la minore competitività giovanile del nostro territorio, il punto di partenza è sempre quello di far disputare a tutte un campionato senior in cui essere protagoniste – spiega Davide Cutrone, capo allenatore della Next Gen e della Granda College Cuneo di B regionale – e la prima tappa della Next Gen lo ha dimostrato, perché nel momento in cui c’era da rompere il ghiaccio, è toccato farlo a Martina e Divine, che hanno un carisma e una leadership maggiore rispetto alle compagne, ma andando avanti nella competizione, quando anche loro hanno avuto dei normali momenti di difficoltà, le varie Marocco, Occelli, Pieroni, Bifano, hanno avuto le qualità per affrontare la situazione. Di certo la B è un livello leggermente più basso rispetto a un campionato nazionale, ma in questo momento è lo step che le ragazze hanno bisogno di affrontare. Soprattutto all’inizio l’impatto con la categoria è stato piuttosto duro perché il livello è decisamente buono, ma andando avanti i miglioramenti si sono visti, ci stiamo divertendo e possiamo essere soddisfatte del cammino fin qui percorso”.

LA NEXT GEN 2025/26Da “ultima” invitata al ballo a condividere la vetta del girone Rosso – persa solo per lo scontro diretto – con la Reyer Venezia il passo per la Libertas è stato decisamente breve. Sotto questo aspetto un ruolo decisivo l’ha giocato la vittoria in rimonta nel finale (5-0 il minibreak, senza aver concesso canestri dal campo alle avversarie negli ultimi cinque minuti) all’esordio su Firenze Basketball Academy, in cui il glaciale 2/2 ai liberi di Noemi Marocco a 40’’ dal termine ha completo l’aggancio e il canestro siglato da Divine Obaseki è valso la vittoria nei secondi finali. La giocatrice già protagonista in Estate con la Nazionale Under 18, ha impreziosito con l’azione decisiva una prestazione da 29 punti, 19 rimbalzi e 39 di valutazione. Un predominio nel pitturato che Divine ha dimostrato di poter confermare anche tra le senior, espresso anche dall’esponenziale crescita delle statistiche nel raffronto tra le prime sette e le ultime sei gare, chiuse peraltro tutte in doppia cifra. La media punti è salita da 7.8 a 13, la valutazione quasi quadruplicata (da 6.7 a 23), con almeno dieci rimbalzi catturati – high di 25 contro Milano – in nove delle tredici sfide complessivamente disputate.

VOCE AL PARQUET – “Giocare in A2 è una grandissima opportunità, ogni giorno sappiamo di non poter andare in campo rilassate perché c’è competizione, l’allenatore ci chiede sempre qualcosa in più e noi che siamo più giovani dobbiamo migliorare anche con l’aiuto delle compagne più esperte – racconta Obaseki– è una situazione che mi aiuta ad essere più determinata e resiliente e io voglio cercare di dare sempre il massimo e ricambiare quello che la società fa per me, sin da quando da più piccola gli allenatori mi riaccompagnavano a casa dopo gli allenamenti”. Eppure, almeno inizialmente, il basket è entrato nella vita di Divine come poco più di un passatempo o un modo per tenersi in movimento: “Ho provato diversi sport come hip hop e rugby, ma in prima elementare ho cominciato con il basket perché mia mamma voleva che praticassi un po’ di attività fisica”. Ma da quel momento non l’ha abbandonato più, è certa di vincere la sfida a distanza nei rimbalzi – “ne prendo più io” – con il fratello Nigel Efosa (9 per gara nella prima fase giovanile) in forza a GranTorino Basketball Draft in B interregionale e Under 19 d’Eccellenza, e nel frattempo si è trasferita nella foresteria del club, proiettando per un attimo lo sguardo anche in avanti: “Abbiamo visto la A1 da vicino, giocatrici passate da qui come Westbeld o Vanloo, che è nazionale belga e oltre alla WNBA gioca costantemente in Europa, ci sono da stimolo e danno l’idea di quale possa essere il nostro futuro, consapevoli di poter crescere qui e lavorare con estrema tranquillità”. Un profilo che resta basso, nonostante il buon inizio, anche in vista del prosieguo della Next Gen: “Siamo consapevoli delle nostre qualità, ma dobbiamo rimanere umili, le avversarie sono forti e solo giocando di squadra e facendo muovere la palla tra le varie compagne possiamo pensare di arrivare lontano. Ho percepito sin da subito la giusta mentalità in squadra, ma come sempre sarà il campo a parlare”.

Un fratello maggiore è stato riferimento e ispirazione anche per Martina Corgnati, diciottenne playmaker della Libertas. Matteo, infatti, 22 anni il prossimo Aprile, è l’attuale regista della Elachem Vigevano capolista del girone A della B Nazionale, alla terza esperienza in questo campionato dopo Montecatini e Omegna: “Dopo aver provato vari sport, oltre a un allenatore amico di famiglia è vedendo giocare lui che ho iniziato a coltivare questa passione e affacciarmi a questo mondo, ha vissuto prima di me alcuni momenti, quindi gli chiedo dei consigli soprattutto sotto l’aspetto emotivo. Nonostante vivessimo due città diverse – conferma Martina – mi ha dato tanti consigli iniziali quando sono approdata a Udine, perché era l’unico che poteva comprendermi sotto questo punto di vista, e poi giochiamo nello stesso ruolo: siamo lontani da diversi anni e ci vediamo poco, ma ci sentiamo tutti i giorni e il rapporto è molto forte e stretto sia sotto l’aspetto umano che cestistico”.

La regista di Moncalieri ha infatti vissuto molto presto la sua prima esperienza lontano da casa, vestendo la maglia dell’APU Udine in A2 a 16 anni nella stagione 2023/24: “Ho dovuto sin da piccola lasciare amici e famiglia, ma è soprattutto grazie a loro che sono potuta andare ad Udine, un’esperienza che mi ha fatto crescere molto, nonostante all’inizio non sia stato semplice. Mi sono trovata per la prima volta a dovermi occupare di faccende domestiche, organizzare lo studio dovendolo conciliare con le tante ore di allenamento e vivere con altre persone, ma le ragazze che prima di me avevano già sperimentato questa situazione mi sono state di grande aiuto – prosegue la giocatrice piemontese– e gli allenatori mi hanno aiutato tanto sia sotto l’aspetto tecnico che umano. Ho potuto confrontarmi con le tante giocatrici più esperte e ispirarmi a loro, avendo poi l’opportunità di tradurre in concreto di tradurre questi suggerimenti in uno dei miei primi campionati senior, in B con Pordenone”.

Così, quando si è concretizzata l’opportunità di tornare a casa, passando per l’utile rodaggio in B con Cuneo e l’esordio di A2 nella passata stagione con la Libertas, Martina lo ha fatto forte di una prima significativa avventura già alle spalle:”Ho sempre seguito Moncalieri fin da piccola e poterci giocare adesso in A2 è quasi un sogno che diventa realtà, col grande aiuto di avere vicino la famiglia e gli amici anche per proseguire nel percorso di studi. Ovviamente è un ambito completamente diverso dalle giovanili – raccontaancora la numero 9 – ma questo mi facilita nella gestione del gioco più semplice e nel guidare a mia volta le più giovani, che sono molto brave a capire come uscire dai momenti di difficoltà e dalle situazioni più complicate”. Dalla “fusione”, come detto, dei gruppi Under 19 e Under 17, si è creato il roster che ha preso parte alla prima tappa della Next Gen e dopo un primo momento di fisiologico assemblaggio, la Libertas ha saputo ben presto trovare i suoi equilibri e esprimere la sua identità. Abbiamo affrontato la partita con Firenze con un po’ di iniziale timore soprattutto nel primo quarto, perché avevamo bisogno di conoscerci e prendere le misure alle avversarie visto che non avevamo mai giocato insieme – commenta la playmaker gialloblù – ma la vittoria ci ha dato una grande carica, nonché la consapevolezza che ce la saremmo potuta giocare alla pari anche con squadre molto forti : la fiducia reciproca che abbiamo acquisito è uscita definitivamente alla distanza nella terza partita”. Quella vinta – dopo aver tenuto testa per larghi tratti alla Reyer prima di cedere nel finale (40-55) – con autorevolezza 87-66 su Basket Roma, non solo grazie a un tiro pesante entrato finalmente con continuità (12/28), ma soprattutto per l’intensità proposta sul parquet per tutti e quaranta i minuti, con rotazioni estese a tutte e dodici le atlete e una terza diversa top scorer in tre gare: dopo Obaseki e Corgnati (13 con Venezia), è stata la volta di una scatenata Alice Pieroni (27 con 6/11 dai 6.75). Sul prosieguo della manifestazione, anche Martina segue la falsariga della compagna di squadra: “Abbiamo portato a casa due vittorie dopo aver dato veramente tutto, ma adesso si riparte da zero senza dimenticare quello che ci ha trasmesso questa prima esperienza, ovvero provare a commettere meno errori e arrivare più lontano possibile”.

Avevamo interesse a giocare la Next Gen per capire se la strada intrapresa fosse quella giusta, nel primo allenamento mi sono dovuto arrabbiare tanto, ma poi ci siamo rese conto di parlare la stessa lingua, perché lo staff tecnico è sempre proiettato allo sviluppo di caratteristiche comuni a tutte le atlete  – chiude coach Cutrone – capito questo, tutto si è rivelato più semplice e se da un punto di vista tecnico è stato appagante vedere i progressi, allo stesso tempo, non avendo nulla da perdere, la mia peculiarità è stata provare ad alleggerire la situazione sotto l’aspetto mentale e renderle meno “serie”. Volevamo divertirci e tornare dal primo weekend portandoci dietro qualcosa in più di quando fossimo partite. il merito è tutto delle ragazze che sono state encomiabili, ci siamo divertite e siamo stati bene insieme, per questo vogliamo vivere altri giorni come questi nell’ambito di questa competizione e valorizzare il nome che io porto sul petto ormai da ventiquattro anni”. Lo stesso di quando a tre anni ha preso per la prima volta un pallone da basket tra le mani e che adesso sogna di condurre all’atto finale della massima competizione giovanile nazionale.

Donatello Viggiano