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“Conoscere e farsi conoscere dai nostri ragazzi nei College”. Il viaggio negli USA di Banchi, Datome e Trainotti

26 Marzo 2026

Il viaggio negli Stati Uniti del CT Luca Banchi, del Direttore Generale Salvatore Trainotti e del Coordinatore delle attività del Settore Squadre Nazionali Gigi Datome non è stata una semplice visita istituzionale ma un investimento sul futuro del movimento Azzurro. Per cinque giorni, Banchi, Trainotti e Datome hanno incontrato alcuni tra i migliori talenti italiani nei college americani e figure di spicco della nostra pallacanestro in ruoli diversi all’interno di un mondo, quello a stelle e strisce, che rappresenta il vertice della pallacanestro mondiale.

Come noto, sono sempre di più i giovani giocatori italiani che scelgono di completare il proprio percorso formativo scolastico e sportivo nei college americani. Il numero è sempre più elevato e la Federazione Italiana Pallacanestro lavora ormai da anni su questo fronte per monitorare costantemente atleti e atlete di interesse nazionale al fine di instaurare e mantenere alto il livello di interlocuzione e interscambio con coloro che un domani potrebbero essere chiamati a rappresentare l’Italia nelle competizioni ufficiali.

E’ proprio questo – spiega il CT Luca Banchiil motivo del viaggio: il nostro desiderio è quello di mantenere vivo il più possibile il rapporto con i ragazzi che giocano nei college, di qualunque livello, per far sentire la presenza del Settore Squadre Nazionali e condividere con loro la visione del proprio percorso negli USA cercando di armonizzarlo con le attività delle Nazionali Giovanili e Senior. Conoscerli, farsi conoscere, cercare di capire chi siano e cosa provino in questa loro fase della carriera così delicata è stato tra i nostri obiettivi primari. La presenza dei nostri ragazzi nel circuito del basket statunitense è folta e disomogenea e ognuno di loro è chiamato a confrontarsi con aspettative e prospettive molto differenti. Ciò che vogliamo fare, anche avvalendoci di figure finora chiave in questa ottica come Riccardo Fois, è monitorarne le attività in maniera tale da avere aggiornamenti costanti per quanto riguarda prestazioni ed eventuali infortuni calibrando con loro, nei casi specifici, eventuali presenze in Azzurro durante l’estate. In questi giorni abbiamo avuto modo di incontrare di persona Leonardo Bettiol (UMass), Achille Lonati e Andrew Osasuyi (St. Bonaventure), Dame Sarr (Duke), Giovanni Emejuru (East Carolina) e Niccolò Moretti (Florida Atlantic). Con i ragazzi e con staff tecnici e manageriali, come nel caso di Brad Stevens, GM dei Celtics o Adrian Wojnarowski, GM di St. Bonaventure, abbiamo avuto confronti molto positivi ricevendo feedback utili per comprendere le dinamiche di inserimento in un ambiente, quello dei college, sempre più internazionale. Tutto ciò ci aiuterà quando dovremo programmare le loro attività con il Settore”.



Nel serrato programma di viaggio, Banchi, Trainotti e Datome hanno inserito anche gli incontri strategici con Simone Fontecchio, Danilo Gallinari, Matteo Zuretti e Filippo Messina.
In un mondo come quello statunitense – ha detto Gigi Datomein cui tutto si evolve a grande velocità, mantenersi aggiornati e tenere i vivi i contatti con chi rappresenta il nostro Paese è determinante per rimanere competitivi a livello internazionale, essere in grado di programmare a medio e lungo termine e creare l’opportunità di poter mettere in campo sempre la miglior versione possibile delle nostre Nazionali. Non è banale avere il quadro completo della situazione ma insieme a Salvatore Trainotti, con la grande disponibilità del CT Banchi, ci stiamo avvalendo della competenza di tutte le professionalità che gravitano negli USA. Dal già citato Riccardo Fois, che rimane uno degli assistenti di Banchi e punto di riferimento per la FIP sui talenti italiani e italo-americani negli Stati Uniti a Matteo Zuretti, Chief Player Experience Officer in NBPA, il “Sindacato” dei giocatori NBA e Filippo Messina, nello staff tecnico di Duke e che per lo staff tecnico Azzurro cura il monitoraggio settimanale delle prestazioni di molti dei giocatori impegnati nei college. Un momento di incontro e confronto con coloro che, dalla parte opposta dell’oceano, stanno gestendo tanto quanto noi le novità introdotte dal NIL (Name, Image, and Likeness, leggi qui la guida FIBA sulle riforme del sistema basket NCAA) e che stanno avendo un forte impatto nei rapporti tra Stati Uniti ed Europa. La FIP è presente, aggiornata e ha come scopo accompagnare la crescita dei giovani talenti che scelgono gli Stati Uniti aiutandoli a soddisfare il loro desiderio di indossare la Maglia della Nazionale ove le qualità tecniche ed umane lo rendessero possibile. Sempre un piacere incontrare Simone Fontecchio, oggi nostra punta di diamante in NBA e fulcro della Nazionale attuale. Il suo sguardo da protagonista con Miami nella Lega e il suo forte attaccamento all’Azzurro ci offrono ogni volta spunti interessanti da approfondire e sui quali lavorare insieme per il bene delle nostre Squadre Nazionali”.



Ogni viaggio negli USA – commenta Salvatore Trainotticostituisce un momento di arricchimento per il Settore Squadre Nazionali e per la Federazione Italiana Pallacanestro, chiamata proprio in questi mesi ad affrontare temi delicati come lo sbarco dell’NBA in Europa. Sono tempi in cui i cambiamenti avvengono in maniera rapida e farsi trovare pronti comprendendo le sfumature di ogni avvenimento è determinante. La FIP è in prima linea ed è anche per questo che consideriamo prezioso e costruttivo il colloquio avuto con una figura riconoscibile e credibile come Danilo Gallinari, fino all’estate scorsa atleta Azzurro e oggi avviato ad una carriera da dirigente di sicuro valore. La sua conoscenza dell’ambiente NBA, delle dinamiche che lo muovono e di eventuali sviluppi futuri potrebbero renderlo una presenza funzionale e di grande valore per la FIP. Con lui, così come con Marco Belinelli e Andrea Bargnani, anch’essi figure di riferimento internazionali del nostro basket, è fondamentale mantenere rapporti costanti al fine di perseguire obiettivi sempre più ambiziosi. La preparazione di Datome e l’ampiezza di visione del CT Banchi stanno accelerando un processo che era nei piani della FIP, che ha portato già ottimi risultati a livello Giovanile ma che necessita di tempo e pazienza per essere sviluppato in tutta la sua portata”.