Nove sconfitte di fila, segnando spesso pochi punti e finendo inesorabilmente con scontrarsi contro il muro invalicabile alzato dalle avversarie. La storia delle sfide del Ventunesimo Secolo tra ItalBasket e Spagna è fatta di sconfitte più o meno pesanti, di partite più o meno combattute e di un destino che comunque pareva inevitabile. Fino al 14 novembre, fino alla gara giocata a La Línea de la Concepción, ultimo terreno spagnolo prima del confine con Gibilterra. Laggiù le ragazze di coach Andrea Capobianco hanno sfatato un tabù.
L’ultima volta che avevamo avuto la meglio sulle spagnole era il 9 settembre 2001. A Tunisi la semifinale dei Giochi del Mediterraneo vide le azzurre vincere 72-66; era una nazionale sperimentale, con qualche veterana di rilievo (Elena Paparazzo, ad esempio, che mise a segno 22 punti oppure Francesca Zara, 11 per lei, o ancora Lorenza Arnetoli) e ragazze di bellissime speranze che poi ebbero modo di mettersi in mostra anche in versioni senior dell’Italia. Per restare solo nell’ambito di chi ha poi superato il traguardo delle 100 presenze citiamo Raffaella Masciadri, Chicca Macchi, Francesca Zara, Marianna Balleggi.
Se poi vogliamo l’ultima vittoria contro la Spagna a livello di nazionali senior vere e proprie dobbiamo andare alla gara precedente a quella in Tunisia, nella croata Daruvar il 14 maggio 1998. Con 16 punti di Emanuela Nicosia e 12 di Anna Costalunga le azzurre battono Amaya Valdemoro e compagne 61-54 nel challenge round di accesso ad EuroBasket 1999. Da quel torneo continentale, al quale non si qualificarono, le iberiche sono andate sul podio 11 volte su 13 edizioni.
Tutto questo per dire che di acqua sotto i ponti ne è passata eccome, per noi e per loro. Ma in questo magico 2025 per l’ItalBasket Donne ci stava proprio bene anche l’interruzione della striscia negativa con le ragazze allenate da Miguel Mendez. Per di più la vittoria è arrivata in una serata magica, nella quale le azzurre non hanno sbagliato praticamente nulla, comandando dall’inizio alla fine e senza mai perdere la bussola nemmeno durante i (pochi) tentativi spagnoli di rimettere tutto in discussione. Per molti versi è stata la miglior espressione della squadra nella gestione Capobianco su entrambi i lati del campo: precisa e pulita in attacco, aggressiva e mordace in difesa – si potrebbe dire come da tradizione consolidata, visto quanto accaduto all’Europeo –, l’Italia ha offerto la miglior versione di sé stessa coinvolgendo tutte, esperte e non. Che Adele Cancelli e Carlotta Zanardi trovassero i loro primi punti azzurri in una partita del genere beh, c’era da metterci firma e controfirma.
Diventato zio di Giovanna poche ore prima della palla a due, Andrea Capobianco ha avuto dunque modo di festeggiare sul campo nel migliore dei modi uno dei momenti più felici della sua vita. “Penso che quando un allenatore vede giocare la propria squadra come abbiamo fatto noi oggi possa essere solo soddisfatto anche se questo non vuol dire che non ci siano ancora cospicui margini di miglioramento. Tenere la Spagna a 61 punti è un risultato eccellente anche a livello difensivo, chi gioca con la maglia Italia deve essere pronta ad aspettare la propria opportunità e anche oggi tutte hanno dato qualcosa. Torniamo in albergo decisamente contenti, squadra e staff”.
Certo, era un torneo amichevole. Certo, il trend nelle manifestazioni ufficiali non si è ancora interrotto. Certo, il giorno dopo è arrivata la sconfitta con la Francia a confermare le sensazioni del commissario tecnico sulle cose da sistemare per crescere ancora. Tutto giusto, per carità, ma da qualche parte bisogna pur cominciare per spezzare le maledizioni e poi, come detto, non è stata affatto male come ciliegina sull’enorme torta cucinata tra Bologna e Pireo a giugno.
Il 15 marzo 2026 è la data del prossimo appuntamento con la Spagna sul cammino che ci può portare al Mondiale di Berlino. Da La Línea de la Concepción a San Juan di Puerto Rico ci sono 6213 chilometri e un intero Oceano in mezzo: lo spirito visto in Andalusia dovrà superare l’Atlantico e planare lì dove ci sarà bisogno dell’Italia al suo meglio.
Dario Ronzulli