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Settore Giovanile

Next Gen Femminile, alla scoperta del Faenza Basket Project

25 Gennaio 2026

LA STORIA
A volte i sogni vanno oltre ogni immaginazione. Ed è questo il caso del Faenza Basket Project, che il suo primo decennio di storia l’ha davvero vissuto intensamente come in un film. Sembra passata una vita da quando tre amici decisero di fondare una nuova realtà nella cittadina romagnola famosa per le sue maioliche, e invece era soltanto il luglio del 2015. “La società è nata da una scommessa di tre amici, amanti del basket”, ricorda l’attuale presidente Mario Fermi (gli altri due amici erano Roberto Zoli e Loris Marziali, ancora oggi rimasti in società). “Il primo anno partimmo soltanto con un gruppo Under 13 maschile. L’avventura con la femminile iniziò nel secondo, quando rilevammo un settore giovanile locale e ci iscrivemmo anche alla Serie B”.

Pensare a tutto quello che è successo da lì in avanti fa tutt’ora impressione: Faenza si è presa la A2 sul campo al secondo tentativo, accedendo subito ai playoff per due stagioni consecutive e centrando nel 2021 una promozione in A1 per cui stava già lottando nel campionato precedente (perchè in tutto ciò c’è anche stata di mezzo una pandemia). Meteora tra le più grandi? Nemmeno per sogno. Tre salvezze consecutive ai playout e poi il capolavoro dello scorso anno, centrando i playoff con la squadra più giovane del campionato come da focus societario nelle ultime stagioni. Poi, la scelta autonoma e consapevole di ricollocarsi al piano di sotto.

“Paradossalmente fare così bene in questi anni di A1 è stato un problema per una società piccola e giovane come la nostra, che a livello economico non aveva certe disponibilità”, spiega il presidente. “Ma la scelta di tornare al piano di sotto è stata anche dettata dall’esigenza di far crescere le nostre giovani: nel massimo campionato è difficile farlo, quelle che giocano si contano sulle dita di una mano. Anche in questa A2 siamo una delle squadre con l’età media più bassa: questi siamo noi, questa è la nostra realtà”.

L’organico che si sta ben comportando a livello senior militando in zona playoff è infatti per buona parte composto dal nucleo di questa Next Gen: Zanetti (2008) e Ciuffoli (2007), ma anche la 2008 Cosaro, la 2009 Ceroni e la 2010 MIlanovic sono parte integrante di un gruppo in cui dopo la dipartita di Georgieva sono rimaste le sole Nori e Bazan a superare i 20 anni. Chiara la mission del progetto, chiare le persone a cui affidarne le chiavi: il dinamico duo composto da Paolo Seletti e Giovanni Sferruzza, che lavora insieme in questa Faenza da un triennio (Sferruzza era arrivato l’anno ancora precedente) dandosi il cambio nei due campionati principali, con l’ex tecnico di Costa Masnaga capo in A2 e il coach toscano che dirige la Next Gen, in entrambi i casi avendo comunque l’altro come assistente.

“Insieme a coach Seletti si è creata una bella sintonia: abbiamo le stessa idee, sia a livello di gioco che nella programmazione di una realtà giovanile” commenta Sferruzza. “Confrontarci tutti i giorni in campo è un’occasione di crescita per noi, e anche un’opportunità per le ragazze di avere due voci che parlano la stessa lingua. Aver trovato una persona come Paolo con cui fare questo percorso insieme ha fatto davvero la differenza”.

È lo stesso pensiero espresso dal presidente Fermi, che tra i principali focus della sua realtà annovera proprio la squadra fuori dal campo. “Negli ultimi tre anni abbiamo alzato l’asticella del nostro settore giovanile, compiendo dei passi importanti che ci hanno portato a essere coinvolti in questa Next Gen, un motivo di onore per noi. Abbiamo investito nello staff, perché pensiamo che tutto parta da lì: sono convinto, anche a livello lavorativo, che sia sempre il manico a fare la differenza. Non solo con gli allenatori, ma anche con tutta la parte di fisioterapisti e preparatori: da un paio d’anni a questa parte, tutti nostri gruppi giovanili femminili hanno due preparatori atletici e il fisioterapista a disposizione. E tornando all’aspetto tecnico, quest’anno abbiamo inserito anche un altro coach importante come Paolo Dalè, che ha creato e portato ad altissimi livelli il settore famminile di San Lazzaro negli ultimi anni: sostengo con orgoglio che il trio Seletti-Sferruzza-Dalè componga uno staff molto importante”.

“Quando sono arrivato, il progetto si proponeva di integrare i buoni risultati ottenuti dalla prima squadra con un lavoro sul settore giovanile” ricorda ancora Giovanni Sferruzza, fiorentino con un’esperienza importante anche anche tra le fila della Stella Azzurra. “L’investimento ha riguardato anche la foresteria, attirando non solo ragazze di Faenza e del circondario. E i risultati sono arrivati: lo scorso anno con l’Under 19 siamo arrivate fino agli Spareggi contro il GEAS, che si è poi giocata la Finale Scudetto, e adesso la partecipazione a questa Next Gen. Ma ancora più importante è il fatto di avere una o anche due squadre per ogni annata giovanile: è un sintomo di quanto abbia risposto il territorio, apprezzando il nostro lavoro”.

Anche lo sguardo del presidente Fermi si estende su tutto il proprio settore giovanile, pensando al futuro. “L’obiettivo è portare avanti il nostro progetto su tutte le annate, facendo crescere al meglio anche i gruppi Under 17 e 15. La foresteria ci ha permesso di alzare ulteriormente il nostro livello con atlete di fuori, ma il nucleo portante rimane formato da ragazze locali e questo significa che abbiamo lavorato bene: alcune sono arrivate anche nel giro delle Nazionali giovanili, e queste per noi sono soddisfazioni immense”.

LA NEXT GEN 2025/26
Una vinta e due perse il bilancio di Faenza dopo la tappa di Chiusi e Chianciano, condizionata anche da un virus che ha attanagliato quasi tutte le ragazze nei giorni delle partite. Ma il livello delle prestazioni offerte è stato elevato, soprattutto nelle prime due uscite: l’onorevole sconfitta contro Costa Masnaga, una delle grandi favorite, che ha preso il largo con il 28-14 del terzo quarto dopo che Mosconi e compagne erano rimaste aggrappate nel primo tempo. E soprattutto la netta vittoria su Battipaglia, tenuta a soli 48 punti con una prova difensiva autorevole (caratteristica espressa con continuità, concedendone 66 di media nella prima tappa) e quattro giocatrici in doppia cifra: Zanetti, Ciuffoli, Mosconi e Babini, a conferma di un organico che può pescare da diverse sue interpreti. Il dazio della terza partita consecutiva in condizioni difficili è stato poi pagato contro il SSN Next Gen Team, che si è imposto 74-58 tenendo sempre il controllo della partita.

“Questa Next Gen ci offre l’opportunità di mettere insieme i diversi percorsi che stiamo facendo su più realtà, considerando che alcune ragazze giocano la Serie B in altre realtà del territorio con cui collaboriamo” commenta coach Sferruzza. “Mettere insieme ragazze di queste annate non è facile, ma siamo riusciti a comporre un gruppo che ha qualità. Una competizione del genere ci permette di capire il livello a cui siamo, portandoci al massimo della competitività: sono occasioni utili sia per noi che per le ragazze stesse”.

PAROLA AL PARQUET
Marianna Zanetti, classe 2008, è un perno fondamentale anche delle nazionali giovanili azzurre: tre europei e un mondiale nelle ultime quattro estati, oltre a una stagione di A2 vera già alle spalle con la maglia di Giussano. “Mi sto trovando molto bene qui a Faenza: fin dall’inizio si è creato un bel clima tra di noi sia dentro che fuori dal campo, e per una ragazza estroversa come me questo è molto importante. Sono contenta di proseguire anche il mio percorso in A2 con una squadra competitiva, così come lo siamo in questa Next Gen: a mio giudizio possiamo competere contro tutte, se entriamo in campo concentrate e giocando insieme. La prima tappa è andata bene, a parte l’ultima partita dove forse abbiamo pagato anche un po’ di stanchezza e l’orario insolito. Ma siamo cariche per la prossima: vogliamo vincere più partite possibili per arrivare alle Final Eight. Conciliare studio e basket non è semplicissimo, per fortuna avendo la scuola di fianco al mio appartamento non devo svegliarmi troppo presto, e anche la palestra dove ci alleniamo logisticamente è molto comoda. I ritmi però sono ferrei, e lo studio per me è prioritario quanto il basket: allenarci presto il pomeriggio mi permette comunque di avere poi il tempo di farlo”.

Caterina Ciuffoli, classe 2007, è la capitana. Protagonista anche a livello senior, con tanto spazio in A2 dopo una stagione in doppia cifra di media al piano di sotto, in questo gruppo Next Gen rappresenta uno dei riferimenti più importanti. “Ormai sono al terzo anno qui a Faenza, e la sento un po’ casa. È bello essere la capitana di un gruppo così affiatato: siamo molto collegate tra di noi, e con Marianna ci conoscevamo già avendo condiviso anche il raduno della Nazionale Under 18. In questa Next Gen stiamo dimostrando di poter dire la nostra: l’impatto contro Costa Masnaga alla prima non è stato semplice, ma siamo state comunque brave a reagire contro una squadra di livello, in quella che era pur sempre la nostra prima partita insieme. Il nostro potenziale si è visto contro Battipaglia, nella terza poi ci sono mancate le energie anche perché eravamo praticamente tutte debilitate. Ho finito la scuola un anno prima, e ora sto studiando scienze motorie a Ferrara. Con l’università è un po’ più facile organizzarsi: hai delle agevolazioni, si riesce a gestire il tempo tra studio e allenamenti, e per gli esami chiedo se necessario un permesso alla società”.

Stefano Blois