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Road to EuroBasket: Trieste e poi Bologna, ad Atene oggi si vola col sorriso
Da Trieste e Bologna verso Atene: cosa ci portiamo in valigia
Le ultime ore italiane dell’estate dell’Italbasket hanno lo scenario familiare del Centro di Preparazione Olimpica dell’Acqua Acetosa, spesso casa di momenti importanti di preparazione ad appuntamenti internazionali. Ricaricate le pile con due giorni di riposo in occasione del Ferragosto, gli Azzurri hanno svolto gli ultimi allenamenti nel nostro Paese prima della partenza verso est. Grecia, prima, col Torneo dell’Acropoli; Cipro, poi, in vista del tanto atteso esordio di giovedì 28 a Limassol. Avevamo fatto un primo check-up della situazione della squadra di Pozzecco dopo il torneo di Trento, viene naturale tastare il polso dell’avvicinamento a Eurobasket dopo altri due test molto diversi tra loro, che hanno portato difficoltà diverse con un minimo comune denominatore: la vittoria alla sirena finale.

L’ESAME LETTONIA A TRIESTE – di Dario Ronzulli
Era opinione diffusa e legittima che quello con la Lettonia sarebbe stato un test più probante di quelli avuti nella Trentino Basket Cup. È andata esattamente così ed è stato un bene perché gli azzurri si sono scontrati con un tasso di fisicità che facilmente ritroveremo già a Limassol. Dal parquet del PalaTrieste le indicazioni positive arrivate sono state tante e incoraggianti: l’ItalBasket ha tenuto i nervi saldi in una gara che ha vissuto spesso momenti di tensione, ha saputo reggere l’urto di uno ingombrante e condizionante come Kristaps Porzingis trovando le giuste contromisure difensive, ha fiutato il momento buono per aumentare il divario e mettere le mani sulla partita. Tutte situazioni che non nascono dalla sera alla mattina ma sono figlie del lavoro di questo e degli altri ritiri, attraverso i quali lo staff tecnico ha saputo creare la mentalità che vediamo sul campo.
La vittoria di Trieste è servita per sottolineare anche altre cose che sapevamo già molto bene ma che vale sempre la pena ribadire; per esempio che capitan Nik Melli è indispensabile per come gestisce la squadra in campo soprattutto nei momenti delicati. Altra cosa che non è stata una sorpresa: Simone Fontecchio è il nostro leader offensivo. L’abruzzese ha fatto a pezzi la difesa lettone con il meglio del suo repertorio: da tre, in penetrazione, arresto e tiro, non si è fatto mancare nulla. Se nella sua esperienza statunitense ha fatto fatica ad avere continuità sia per minuti che per punti, in area FIBA Simone è uno che sposta sempre, che fa la differenza, che sa mettersi al servizio dei compagni anche in difesa dove non si risparmia.
Ovviamente non potrà vincere da solo ma che sia lui la nostra prima arma è fuori discussione e per andare lontano abbiamo necessariamente bisogno del miglior Fontecchio, di quello aggressivo e convinto visto a Trieste. Lo sappiamo e lo sanno anche i nostri avversari, per questo sarà importante avere risorse alternative come accaduto in passato per alleggerire le responsabilità del nostro numero 13 quando necessario: ecco allora che la serata triestina di Marco Spissu, di Pippo Ricci (che sta disputando questo pre-Europeo con la sicurezza del veterano), di Matteo Spagnolo è di buon auspicio. “Ci stiamo allenando bene e in campo volevamo trasmettere tutta l’energia che ci ha dato il palazzetto”, aveva detto il capitano dell’Olimpia Milano dopo la serata di Trieste. “Ci siamo riusciti. Abbiamo imposto il nostro gioco come volevamo e messo sempre intensità. Siamo felici del risultato ma è solo la terza partita su sei e c’è ancora molto lavoro da fare”.

ANCORA ITALIA-ARGENTINA, NELL’AMORE DI BOLOGNA – di Ennio Terrasi Borghesan
All’annuncio del piano dell’estate azzurra, dell’avvicinamento a EuroBasket 2025, la partita del Paladozza era quella che indubbiamente chiamava di più l’attenzione. Italia e Argentina sono come due cugini lontani, distanti un oceano, che si ritrovano raramente ma ogni qual volta questo accade è un’occasione speciale. La notte di Bologna era la prima dall’agosto 2004, dalla storica Finale Olimpica di Atene. Rispetto a quella partita speciale di OAKA l’unico punto in comune era legato a colui che oggi è l’allenatore della nazionale italiana – e quella sera in Grecia fu il miglior realizzatore dell’allora squadra di Recalcati insieme a Matteo Soragna. La prima ovazione di serata del Paladozza esaurito è stata tutta per Gianmarco Pozzecco, legato a Bologna da un rapporto speciale, da un amore che tutto il pubblico ha trasmesso alla squadra ben prima della palla a due.
“Mi porto via l’affetto della gente”, ci ha detto il Poz alla sirena finale. “Per l’ennesima volta questi ragazzi hanno dimostrato che ci tengono”. Contro l’albiceleste è stata partita assai diversa da quella di Trieste, ben più prolifica in termini realizzativi lato nostro ma anche per l’avversaria. Un’Argentina giovane, emergente, con tante assenze e al lavoro verso un AmeriCup in Nicaragua dove riscattare la mancata qualificazione al Mondiale 2023 (e all’Olimpiade 2024). La squadra di Prigioni però ha venduto carissima la pelle nella caldissima vigilia di Ferragosto, tanto che la partita di Bologna è quella che forse è considerabile la più utile delle quattro amichevoli italiane poiché in grado di mettere più a nudo i difetti su cui lavorare negli ultimi 10 giorni in avvicinamento all’esordio di Limassol.
“Abbiamo commesso errori che non dovevamo commettere”, ha aggiunto Pozzecco. “Ci rendiamo conto dei limiti che abbiamo, che possiamo mascherare benissimo a patto di non commettere alcune tipologie di errori. In valigia però mi porto dei ragazzi meravigliosi, che in un caldo importante si sono buttati a terra fino all’ultimo minuto su ogni pallone vagante”. Ragazzi che nelle giornate di Bologna hanno continuato a inserire nel gruppo Darius Thompson, la novità successiva al ritiro in Trentino. Proprio al Paladozza l’ex play di Brindisi ha trovato i primi punti azzurri, un gioco da tre punti salutato con un abbraccio affettuoso da coach Pozzecco. Una partita molto sentita da Thompson, che dopo la sirena finale e il deflusso dall’impianto di Piazza Azzarita si è voluto regalare una foto ricordo a centrocampo con la moglie e le due figlie.
“Può darci tanto, è un giocatore di alto livello”, ha detto del neo compagno in azzurro Matteo Spagnolo, grandissimo protagonista della notte di Bologna. “Siamo contenti di averlo, sicuramente ci aiuterà tanto con la sua esperienza”. Tra le note più liete delle prime quattro partite amichevoli c’è sicuramente il neo giocatore di Baskonia, dal rendimento sempre crescente a livello numerico – sempre in doppia cifra con Lettonia e Argentina, con 18 punti e 27 di valutazione nella partita del 14 agosto – e dall’impatto importante. Spagnolo è apparso sin da subito in ottima condizione e questo gli ha permesso di guadagnare minuti e responsabilità: “Mi sento abbastanza bene, sono a mio agio. Ho lavorato parecchio quest’estate per presentarmi nella migliore condizione possibile”, ha detto dopo la vittoria sull’Argentina. “Con il bellissimo gruppo che abbiamo è abbastanza facile, per tutti noi, riuscire ad integrarci nel miglior modo possibile. Penso di adattarmi in base alle necessità della squadra. Se c’è bisogno che giochi da playmaker gioco da play, se mi viene chiesto di agire da guardia lo faccio”.
Un pieno di belle sensazioni e indicazioni utili su cui lavorare, come la continuità nei 40’ e l’apporto collettivo a rimbalzo. Il cammino è buono ed è tracciato, ad Atene si alzerà il livello di difficoltà – tra una Grecia che dovrebbe contare su Giannis Antetokounmpo e un nuovo incrocio contro la Lettonia di Luca Banchi – e per fronteggiarlo potremo contare anche su Danilo Gallinari, che si è aggregato al gruppo a Roma ed è pronto per l’ultimo ballo in azzurro. La partenza si avvicina, vogliamo dire la nostra con entusiasmo e ambizione.
