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“Pas, Pasa, Pan”. Tutto. E poi le altre Azzurre. Finalmente sorridenti…

26 Giugno 2025

Pas, Pasa, Pan.
Potete crederci o meno ma in greco sono queste le declinazioni Maschili, Femminili e Neutro dell’aggettivo TUTTO.
TUTTO.

Perché, pur sforzandosi di non scomodare le gesta epiche che da queste parti sono Pita quotidiano, per questa Nazionale in pochissimi giorni è cambiato TUTTO.

Pas, Pasa, Pan. E poi Zanda, Cuba e tutte le altre a declinare inviti alla rassegnazione, sguardi smarriti, rimpianti e rimorsi poi diventati “ossessione”, nel tempo.

In ordine, dal 2007 Chieti, Riga, Lille, Oradea, Praga, Valencia e Tel Aviv. O se preferite Verameyenka, Maltsi, Dabovic, Likhtarovich, Laroca, Eldebrink, Jovanovic. Trame diverse, interpreti differenti, istantanee sfocate che nulla hanno a che fare l’una con l’altra.
Il Fil Rouge? Le lacrime, copiose, che dal 2007 hanno sempre salutato il nostro ritorno a casa.

Follie individuali, di squadra, occasioni sprecate a porta vuota e per i motivi più disparati, tra il “vorrei ma non posso” e il “potrei ma non riesco“.

Incatenati nella solita, sterile dicotomia: rivangare un passato lontano/glorioso o confidare in un futuro che prima o poi ci avrebbe sorriso, anche solo per la legge dei grandi numeri.

Il cucciolo di scimmia che si accoccola sulla nostra spalla nel 2007, cresce bello paffuto e si fa Orango Tango, va a scalare il Chrysler Building e poi torna su quelle casacche Azzurre con frequenza biennale, per non perdersi neanche una lacrima.

Poi, però, ecco “Pas, Pasa, Pan”. Solo P, di fatto. TUTTO.
Dal Paladozza al Pireo, per colorare di un Azzurro più Azzurro il cielo di Bologna prima, e di Atene poi.

Quattro partite preparate, dominate, vinte, perse, ri-vinte, buttate via e poi di nuovo vinte.
Più forti di TUTTO, stavolta. No, non contro tutti e tutto, ma insieme a TUTTI e TUTTO.

Maschile, Femminile e Neutro.

TUTTO quello che ci è capitato… la mandibola di Chicca, il legamento di Mati, l’antisportivo di Cecilia, l’instant replay di Jas. TUTTO accanto a noi, a ricordarci chi siamo, a darci speranza col ricordo stampato di un vissuto che ci aveva stancato.

Serbia, Slovenia, Lituania, Turchia… in diversi momenti l’Orango, l’abbiamo visto, ha pasteggiato a ‘tortellini e suvlaki’ ma poi sul bacio di Cecilia a Jas dopo la rimessa sbagliata ha capito che giunto alla maggiore età era arrivato il momento di salutarci. Forse per sempre.

Out per cinque falli, non ci mancherà. Arreso e impotente anche lui di fronte al TUTTO della nostra Nazionale.

Che ha 34.769 difetti (tanti sono i suoi giorni di vita) ma un pregio gigantesco. Non si arrende, soprattutto quando si ritrova nuda al cospetto dei propri limiti.

Finirà come finirà, per questo viaggio fantastico Gorilla-free, Grazie Azzurre! Di TUTTO.

Pas, Pasa, Pan. E poi tutte le altre.
Finalmente sorridenti.

Giancarlo Migliola