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Under 20 maschile

2025 Azzurro: Lo storico oro degli Azzurri dell’Under 20

30 Dicembre 2025

Possiamo contare su giocatori che mettono in campo serietà e voglia di sacrificarsi. Un gruppo di ragazzi compatti che hanno dimostrato grande disponibilità. Sembra banale ma non lo è: in 20 giorni non è semplice mettere insieme esperienze così diverse tra loro trovando punti fermi“. Rileggere oggi queste parole, pronunciate da Alessandro Rossi alla vigilia dell’Europeo Under 20 di quest’estate a Heraklion in Grecia, sapendo come è andato a concludersi il torneo, fa salire un sorriso quasi nostalgico, di grande piacere. “Il nostro obiettivo è quello di provare a rientrare nelle prime otto d’Europa. Sappiamo che non sarà semplice e che lo spartiacque è come sempre la quarta gara“.

All’Europeo l’Italia arrivava con il vento in poppa, quattro successi in cinque amichevoli: l’ultimo ko a fine preparazione con la Serbia non spaventava una squadra esperta, con tre al secondo torneo Under 20 (Ferrari, Marangon e Torresani) e diversi protagonisti nel 2024/25 di annate importanti tra A1 e A2. Buone sensazioni convalidate dalla vittoria all’esordio col Belgio, un successo in rimonta con un gran secondo tempo dopo essere andati all’intervallo lungo sul -5. Per un +4 iniziale sui belgi, un -4 nel secondo appuntamento finale del girone contro la Germania che nel 2025 si è presa anche uno storico argento mondiale a livello di Under 19. Una sconfitta maturata in un ultimo quarto difficile (12-25) ma prontamente riscattata con l’inizio di partita nell’ultimo appuntamento del girone, contro l’Ucraina.

Dieci minuti da 27-5 per mettere le cose in chiaro, garantirsi il secondo posto nel girone e l’accoppiamento con l’Islanda negli Ottavi di finale, in quella quarta partita citata a inizio torneo da Rossi. La prova della verità, della prima gara senza domani, è superata alla grandissima. Con l’Islanda c’è gara soltanto nei primi 10′, prima di un altro super parziale (31-11 nel secondo quarto) che vale il Quarto di finale contro Israele. La partita della consapevolezza, della realizzazione, per quella rimonta dal -18 nell’ultimo quarto e mezzo che spalanca la porta della zona medaglie.

Prima, la Semifinale con la Serbia. La stessa della battuta d’arresto in amichevole a Roma, una sconfitta “vendicata” con una prestazione maiuscola nonostante il perdurare di tre assenze pesanti per infortunio (De Martin, Valesin e Airhienbuwa). Sempre avanti, anche a +19 prima del rientro a due possessi dei serbi. Ma è Finale, la prima dall’oro del 2013 a Tallinn. Una Finale raggiunta contro ogni ostacolo, e la data da segnare sul calendario è quella di domenica 20 luglio. L’appuntamento con la storia, contro la Lituania. Un appuntamento a cui la squadra di Rossi – pur rimaneggiata – si presenta nel migliore dei modi, dominando la partita nonostante il roster rimaneggiato e conquistando un oro indimenticabile.

E fin qui, tutto bene. Un grande risultato sportivo, il meritato riconoscimento a livello mediatico e la visibilità in termini di movimento. Non sta “soltanto” qui, però, la ragione per cui ci ricorderemo di questi ragazzi d’oro.Alcune manifestazioni misere di inciviltà non hanno turbato, anzi hanno rafforzato la convinzione dell’importanza dell’inclusione, della collaborazione e dello stare insieme“. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel commentare alcuni commenti razzisti ricevuti da alcuni membri della nostra Under 20 maschile, nel corso dell’udienza al Quirinale che ha celebrato anche la Nazionale Femminile medaglia di bronzo a EuroBasket 2025. “Il vostro oro è stato anche un pungolo per i vostri colleghi più adulti, la Nazionale maschile che ha fatto un magnifico torneo concluso qualche giorno fa con una partita un po’ strana ma emozionante. Ragazzi, bravissimi, siete la fiducia nel futuro del basket del nostro Paese. Siete state straordinari, voi come le Azzurre: è stato un grande piacere avervi qui oggi, tornate presto“.

“Tornate presto”. Non ci poteva essere augurio più bello per un gruppo che rappresenta l’Italia: un paese che sa essere più moderno e contemporaneo di chi lo popola, che ha saputo fare squadra con un gruppo di ragazzi di origini diverse. Uniti tutti da un sogno, da uno splendido sogno d’oro. E non c’è modo migliore per chiudere questo punto con la lettera di capitan Francesco Ferrari, il migliore giocatore di un Europeo vinto dall’Italia:

Signor Presidente della Repubblica,
è per me un grande onore, in qualità di Capitano della Nazionale Under 20 di Basket, poter prender la parola in rappresentanza dei miei compagni e dell’intero staff in un luogo così importante per tutti noi cittadini italiani.
Essere qui oggi, con al collo la Medaglia d’Oro e il titolo di Campioni d’Europa Under 20, è un sogno che si realizza. Il coronamento di anni di duri allenamenti, di sacrifici e di speranze che vogliamo condividere con Lei e con tutti le ragazze e i ragazzi che scelgono di giocare a basket o di praticare qualsiasi altro sport.
Nella nostra squadra, così come sta accadendo in tutte le altre Nazionali Giovanili e Senior, ci sono atlete e atleti di origini differenti. Storie di vita diverse tra loro accomunate da un unico desiderio, quello di vestire la Maglia del nostro Paese. Nei giorni del Campionato Europeo abbiamo affrontato insieme alcuni commenti sgradevoli che hanno però rafforzato in noi la convinzione che la diversità sia un bene prezioso da preservare ad ogni costo. Col talento, l’impegno quotidiano e il rispetto delle regole, in campo e fuori, abbiamo dimostrato che l’Italia è ancora più forte quando è inclusiva e respinge ogni forma di discriminazione.
Presidente, noi giovani siamo pronti a raccogliere la responsabilità di costruire, con i nostri sogni e i nostri valori, l’Italia di domani.

                                                                                                                                          Ennio Terrasi Borghesan